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Benvenuta nello spazio dedicato alla cura di noi stesse. Qui condivideremo consigli, suggestioni e spunti di riflessione su come porre attenzione a tutti gli aspetti della nostra vita, dalla moda alla crescita personale, perché crediamo che coltivare ciò che ci fa stare bene significhi investire in ciò che ci rende più forti e consapevoli.

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L’art director Matilda Kahl ha raccontato di aver indossato per anni la stessa “divisa”, camicia bianca e pantaloni neri, per smettere di dedicare energie mentali all’outfit ogni mattina. Vestirsi bene era importante, ma non voleva che diventasse un secondo lavoro.

 

La sua è stata una soluzione radicale. Ma si può ottenere lo stesso risultato senza rinunciare al piacere di scegliere, cambiare e giocare con il proprio stile? Sì, se il look smette di essere qualcosa da controllare per ore e diventa qualcosa che ti accompagna.

Ecco 5 modi per sceglierlo, sentirti bene e poi dedicare l’attenzione a tutto il resto. 

5 MODI PER VESTIRTI SENZA PENSARCI TUTTO IL GIORNO

TROVA IL TUO LOOK

LA NOSTRA SELEZIONE PER LA RIPARTENZA

Un nuovo lavoro, l’ingresso in un gruppo già affiatato, una cena in cui conosci poca gente: entrare in un ambiente nuovo significa arrivare quando gli altri sembrano conoscere già il copione. All’inizio noti soprattutto le regole visibili:  Poi emergono quelle implicite: Ecco alcuni consigli per capire meglio l’ambiente in cui entri e trovare il tuo modo di starci.  

LE REGOLE CHE NESSUNO TI SPIEGA

1.

La prima impressione è veloce. Non per forza precisa. 

 

Secondo un esperimento della Princeton University, bastano 100 millisecondi per farci un’idea di qualcuno, ma la rapidità non la rende accurata.

Il consiglio: cerca lo stesso segnale almeno una seconda volta prima di decidere “qui funziona così”. 

2.

Non chiedere a una sola persona come funziona il posto. 

 

Ogni singola fonte è parziale. Chi coordina spiega obiettivi, ruoli e aspettative; chi vive il posto ogni giorno conosce consuetudini ed equilibri informali.

Il consiglio: Per capire davvero un ambiente, conviene mettere insieme prospettive diverse. 

3.

Fatti conoscere per una cosa, non per tutto.

 

Le prime impressioni ruotano attorno a due domande: posso fidarmi di te? e sei capace? Non serve mostrarsi perfette al primo incontro: ricordare un nome o mantenere una piccola promessa vale più di una lunga autopresentazione. 

Il consiglio: nei primi incontri scegli due segnali semplici: un gesto che comunichi apertura verso gli altri; un comportamento concreto che mostri affidabilità. 

4.

Adattarsi non significa diventare una copia.

 

Entrare in un ambiente nuovo non significa diventarne una copia, ma capire quali qualità hai già e come renderle utili lì: precisione in un gruppo disordinato, ascolto in una conversazione affollata. 

Il consiglio: prima di chiederti come adattarti, scegli una qualità che vuoi rendere visibile e trasformala in un gesto concreto.  

RUBRICA IN COLLABORAZIONE CON

ANNALISA MONFREDA

Cofounder di Rame